Museo Archeologico | Museo GeoTerritoriale | Siti Archeologici | Mappa del sito | English VersionEnglish Version
Sezione Preistorica
Sezione Preromana
Sezione Romana
Sezione Medievale
Percorsi
Cartina di Riferimento
Per Saperne di piu ...
Aree d' Interesse
Mappa del Territorio
"Ugo"
Per Saperne di piu ...
Colombaia di Cantiano
Cripta di Chiaserna
Ponte Grosso
Rocche di Cantiano
San Crescentino
Muro romano a San Rocco
Pontericcioli Area 1
Pontericcioli Area 2
Pontericcioli Area 3
Pontericcioli Area 4
Homepage - Museo GeoTerritoriale - Ugo
"Ugo"

Ricostruzione del rettile marino "Ugo" - FronteLa vicenda si apre a seguito di vari ritrovamenti dal 1972 al 1994 di una serie di impronte fossili rinvenute casualmente negli strati esposti alle pendici del monte Catria, di grande interesse per il carattere di "inedito" per la letteratura scientifica e perche' non appartenenti ad alcuna specie vivente. Una serie regolare di impronte viene chiamata "pista" e lo studio di questa permette di accumulare un insieme di informazioni preziose per la ricostruzione dell' autore come la sua andatura, forma delle zampe, postura, struttura scheletrica, velocita' di spostamento, peso. In questo modo da una pista e' possibile ricostruire la corretta posizione sistematica, le dimensioni, la morfologia generale e, a volte, la dieta . Le impronte lasciate da Ugo, una pista di una ventina di gruppi, distribuite tra loro con una certa regolarita', si suddividono in due tipi morfologicamente diversi tra loro: quelle grandi di forma simile ad una pera sono allineate in due serie; altre ovali e piu' piccole sono disposte a formare una lunga fila con andamento a zig e zag. il calco esposto al museo evidenzia egregiamente il ritrovamento.

Andamento del rettile marino "Ugo"L' ambiente dove si muoveva Ugo era quello marino, ovvero le impronte venivano lasciate sul fondale di un mare stimato di qualche decina di metri di profondita'. Altra condizione necessaria alla formazione dei calchi pervenutici era quella di avere il fondo costituito da materiale dal comportamento plastico per la conservazione delle impronte contro le correnti e i movimenti dell' acqua. Che Ugo nuotasse ed in quale direzione viene ricostruito constatando il bordo di espulsione, presente solo dietro le impronte e non tutt'intorno: Ugo non camminava sul fondo caricando i propri arti ma si serviva di questi per spingersi in movimento natatorio.

E sono quelli anteriori utilizzati nella spinta (le impronte grandi) e quelli posteriori lasciati leggeri e distesi (le impronte piccole e volte sopra le prime) forse per freno o direzione. Forma e distribuzione delle impronte individuano un animale vertebrato a quattro zampe che procedeva con movimento serpeggiante aggirandosi sui fondali alla ricerca di cibo.

Calco della pista fossile

Un rettile quindi del Mesozoico, adattato a vivere in ambienti acquatici che ha fornito preziose informazioni sulla profondita' e natura del fondale utili per la ricostruzione della paleogeografia dell' area che nel Giurassico contava su vari ambienti marini di diversa profondita' e su rocce quasi completamente prive di resti fossili di rettili.