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"Ugo"
E sono quelli anteriori utilizzati nella spinta (le impronte grandi) e quelli posteriori lasciati leggeri e distesi (le impronte piccole e volte sopra le prime) forse per freno o direzione. Forma e distribuzione delle impronte individuano un animale vertebrato a quattro zampe che procedeva con movimento serpeggiante aggirandosi sui fondali alla ricerca di cibo.
Un rettile quindi del Mesozoico, adattato a vivere in ambienti acquatici che ha fornito preziose informazioni sulla profondita' e natura del fondale utili per la ricostruzione della paleogeografia dell' area che nel Giurassico contava su vari ambienti marini di diversa profondita' e su rocce quasi completamente prive di resti fossili di rettili.
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La vicenda si apre a seguito di vari
ritrovamenti dal 1972 al
1994 di una serie di impronte fossili rinvenute casualmente negli
strati esposti alle pendici del monte
Catria, di grande interesse
per il carattere di "inedito" per la letteratura
scientifica e perche' non appartenenti ad alcuna specie vivente.
Una serie regolare di impronte viene chiamata "pista" e
lo studio di questa permette di accumulare un insieme di
informazioni preziose per la ricostruzione dell' autore come la
sua andatura, forma delle zampe, postura, struttura scheletrica,
velocita' di spostamento, peso. In questo modo da una pista e'
possibile ricostruire la corretta posizione sistematica, le
dimensioni, la morfologia generale e, a volte, la dieta . Le
impronte lasciate da Ugo, una pista di una ventina di gruppi,
distribuite tra loro con una certa regolarita', si suddividono in
due tipi morfologicamente diversi tra loro: quelle grandi di forma
simile ad una pera sono allineate in due serie; altre ovali e piu'
piccole sono disposte a formare una lunga fila con andamento a zig
e zag. il calco esposto al museo evidenzia egregiamente il
ritrovamento.
L' ambiente dove si
muoveva Ugo era quello marino, ovvero le
impronte venivano lasciate sul fondale di un mare stimato di
qualche decina di metri di profondita'. Altra condizione
necessaria alla formazione dei calchi pervenutici era quella di
avere il fondo costituito da materiale dal comportamento plastico
per la conservazione delle impronte contro le correnti e i
movimenti dell' acqua. Che Ugo nuotasse ed in quale direzione
viene ricostruito constatando il bordo di espulsione, presente
solo dietro le impronte e non tutt'intorno: Ugo non camminava sul
fondo caricando i propri arti ma si serviva di questi per
spingersi in movimento natatorio.