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La Sezione Medievale In età alto – medioevale (V – VII sec.d.C.) il territorio di Cantiano costituiva un punto nevralgico della distrettuazione amministrativa dell’epoca, avendo fatto parte, verso la fine del VI sec., di una rete di insediamenti castrensi eretti dai Bizantini a difesa dell’Esarcato dalle incursioni dei Longobardi. In area medio – adriatica si è venuta formando quella regione politico – amministrativa con centro Ravenna nota con i nomi di “esarcato” e “pentapoli”, di cui facevano parte anche Fossombrone, Petra Pertusa (il Furlo) e Luceolis. La via Flaminia, se prima era importante per le comunicazioni tra le due coste, diviene vitale dopo la conquista longobarda, quando è solo attraverso un suo diverticolo, che da Luceolis devia verso Gubbio, che va a formare il cosiddetto “Corridoio Bizantino”, che è possibile controllare il transito tra la capitale Ravenna e Roma. Luceolis
La cristianizzazione Nel 404 d.C. l’imperatore d’Occidente Onorio, passando nel territorio di Cantiano, potè vedere, come testimonia Claudiano, le are dedicate a Giove Appennino ancora venerate dai pastori della zona. I primi nuclei di religiosi cristiani si insediarono infatti in quest’area solo agli inizi del VII sec. Da questo momento in poi sorsero diverse istituzioni religiose che si sostituirono alle tradizionali forme laiche di amministrazione del territorio. Tra queste le più significative furono l’abbazia di S. Michele Arcangelo, situata aChiaserna, già esistente intorno all’anno Mille, i cui resti sono ancora visibili ai piedi del monte Petria, nel sito localmente chiamato “Badia”. In particolare risulta interessante la cripta, con copertura a volta a profilo curvilineo, sorretta da una colonna di granito rosa; e la Pieve di S. Crescentino, edificata nel IX sec., che assunse ben presto un importante ruolo civile, politico ed amministrativo soprattutto per le popolazioni rurali.
La Rocca Gabrielli ed il castello di Cantiano I resti del castello di Cantiano sono oggi visibili sulla sommità della Rocca di S.Ubaldo. Insieme alla Torre che sorgeva sulla Rocca di Colmatrano, costituivano il feudo dei Conti Bonaccorsi. Federico II donò le due rocche nel 1244 alla città di Gubbio. La torre – fortezza di Colmatrano, a pianta quadrata, alta circa 24m era abitata dal conte Bonaccorsi e dalla sua famiglia, mentre il castello venne abitato dalla famiglia eugubina dei Gabrielli, che lo cedettero, nel 1393, dopo un lungo assedio, al conte Antonio da Montefeltro. Nel 1478 il castello fu ristrutturato da Francesco di Giorgio Martini. Per avere un’idea del castello e dell’abitato di Cantiano, nel museo è esposta la riproduzione dell'acquerello di Francesco Mingucci, realizzato nel 1626.
La “Rotonda delle Vaie”: la guerra e l’assedio Si tratta di una postazione a carattere militare che costituì il campo principale dell’acquartieramento del conte Antonio da Montefeltro contro Francesco Gabrielli nel grande assedio del 1384 – ’93.
Altri reperti medioevali metallici provengono dalla Piana di Sterpeto e da Fonte dei Monaci.
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Nell’ambito di questi insediamenti castrensi legati alla difesa del
territorio va inteso anche quel Castrum Luceolis di cui si
hanno notizie a partire dalla Historia Langobardorum di
Paolo Diacono. Nessun resto materiale è mai fin’ora emerso nel
territorio di Cantiano riferibile a questo insediamento che le fonti
situano in un punto non meglio precisato tra i territori di Cagli e Scheggia.
Di qui sono derivate decennali discussioni sull’esatta identificazione del sito.
Di Luceoli sappiamo che fu distrutta una prima volta da Ottone III nel
966 d.C. e definitivamente da Liutprando di Supplinburgo, nel 1127.
Sulle sue rovine sorgerà il Castrum Cantiani.

Tazza di maiolica arcaica biansata di produzione umbra da
Fondo di tazza di maiolica arcaica di
produzione umbra da 










